Cass. civ., sez. II, ord. 27 settembre 2026, n. 25855
La diagnosi di demenza accertata dopo la redazione di un testamento olografo può costituire un elemento di prova rilevante per dimostrare l’incapacità del testatore al momento della sottoscrizione. È quanto emerge dall’ordinanza della Corte di Cassazione n. 25855/2026, che affronta il tema della validità del testamento e dell’incapacità di testare.
Ai fini dell’impugnazione del testamento è necessario valutare se la condizione psichica del testatore fosse tale da impedirgli di comprendere il significato e gli effetti delle proprie disposizioni testamentarie nel momento in cui le ha formulate.
La diagnosi successiva, unitamente agli altri elementi clinici e probatori disponibili, può quindi contribuire a ricostruire retrospettivamente le condizioni del testatore. In presenza di elementi idonei a dimostrare l’incapacità, spetta a chi invoca la validità del testamento provare che l’atto sia stato redatto durante un eventuale intervallo di lucidità.
