Corte App. Milano, sez. V civile, sent. 3 luglio 2026, n. 2083
Come si determina l’importo del mantenimento dei figli dopo la separazione dei genitori? Ai fini della quantificazione del contributo economico dovuto, occorre considerare non soltanto le esigenze attuali dei minori e le condizioni economiche dei genitori, ma anche il tenore di vita goduto dai figli durante la convivenza familiare.
È quanto emerge dalla sentenza della Corte d’Appello di Milano n. 2083 del 3 luglio 2026, in materia di mantenimento della prole e applicazione dell’art. 337-ter c.c.
La determinazione dell’assegno deve fondarsi su una valutazione complessiva delle circostanze concrete del caso, tenendo conto delle esigenze attuali dei figli, del tenore di vita goduto durante la convivenza dei genitori, dei tempi di permanenza presso ciascuno di essi e delle rispettive risorse economiche.
Quali criteri determinano l’importo del mantenimento dei figli?
L’art. 337-ter c.c. stabilisce i criteri per determinare il contributo al mantenimento dei figli in caso di separazione dei genitori. La valutazione deve considerare, in particolare:
- le esigenze attuali dei figli;
- il tenore di vita goduto durante la convivenza familiare;
- i tempi di permanenza presso ciascun genitore;
- le risorse economiche di entrambi i genitori;
- la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascuno.
L’obiettivo è garantire ai figli un contributo proporzionato alle condizioni familiari e alle risorse disponibili, evitando che la cessazione della convivenza determini un ingiustificato pregiudizio per le loro condizioni di vita.
Le vicende patrimoniali pregresse dei genitori incidono sul mantenimento?
Secondo il principio richiamato dalla pronuncia, le pregresse vicende patrimoniali intercorse tra i componenti della famiglia non costituiscono, di per sé, un criterio determinante per quantificare il contributo al mantenimento. La valutazione deve essere orientata alle esigenze dei figli e alle condizioni economiche attuali dei genitori, oltre che agli altri parametri previsti dalla legge.
La determinazione dell’assegno richiede quindi un esame concreto della situazione familiare, senza confondere eventuali rapporti patrimoniali pregressi tra i genitori con l’obbligo di contribuire al mantenimento della prole.
La pronuncia offre un richiamo utile nei procedimenti di separazione e affidamento dei figli, nei quali la quantificazione del contributo economico deve essere effettuata alla luce dei criteri stabiliti dall’art. 337-ter c.c.
